Nel 2003 le Banche di Credito Cooperativo hanno celebrato i 120 anni della costituzione della prima BCC, allora Cassa Rurale di Loreggia, un vivace borgo agricolo del padovano. Le Casse Rurali introdussero coraggiosamente nel mercato l'idea di un modello imprenditoriale alternativo per lo sviluppo delle comunità
basato non soltanto ai principi dell'efficienza, ma anche ai criteri di solidarietà. Nacquero da una necessità e da una sollecitazione. La necessità, avvertita da molti cittadini, era quella di trovare strumenti di riscatto dalla miseria e dall'usura, di rompere le catene del bisogno che opprimevano anche la dignità delle persone; la sollecitazione veniva dalla dottrina sociale della Chiesa, in particolare dall'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, che incoraggiava a dare vita a soluzioni e formule di tipo solidaristico ed associazionistico per porre rimedio alle contraddizioni e alle ingiustizie della società di allora: cioè la debolezza dei più poveri. Il progetto era quello di "migliorare la condizione morale e materiale dei soci fornendo denaro a ciò necessario", come si leggeva negli statuti delle nostre Casse Rurali. Questa esperienza inizialmente fu guardata con sospetto o con sufficienza. Le previsioni erano tutte contro. Un autorevole studioso le definì "un assurdo economico" e ne profetizzò la rapida scomparsa dal mercato ("l'egoismo e l'opportunismo vi seppelliranno", fu detto). Invece, nell'arco di neppure 15 anni dalla nascita della prima Cassa Rurale, le Casse avevano raggiunto il numero di 904. Nel 1905 ne erano costituite 1.386 e alla fine del 1920 il numero era salito a 3.347.
A giugno 2008 sono presenti 440 Banche di Credito Cooperativo (pari al 54,5% del totale delle banche operanti in Italia), con 4.005 sportelli (pari al 11,9% del sistema bancario). Gli sportelli delle BCC sono diffusi in 98 province e 2.576 comuni.
Per maggiori informazioni sul Credito Cooperativo in Friuli Venezia Giulia
Per maggiori informazioni sul Credito Cooperativo in Italia





