Il Roverway rientra appieno nel novero dei raduni scout internazionali. Dedicato ai gruppi di rover e scolte (16-21 anni), si è tenuto tra il 3 e il 14 agosto di quest’anno in Francia con il patrocinio delle organizzazioni mondiali degli scout WAGGS e WOMS. La spedizione slovena contava anche otto appartenenti al clan carsico assieme alla capo scout, che hanno tenuto alti i colori della minoranza slovena d’Italia e dell’Associazione scouts sloveni in Italia. Complessivamente la spedizione slovena contava 26 scout cattolici e 89 taborniki (scout laici). Ecco un breve reportage dell’evento.

Oltre cento anni fa il fondatore dello scoutismo lord Baden Powell affermò che una persona non dichiarerà mai guerra al paese dal quale proviene un suo amico. Negli anni i jamboree – raduni scout internazionali – sono diventati un mezzo per promuovere le relazioni internazionali e il pacifismo. Noi scout ci consideriamo fratelli e sorelle e tra i doveri di ogni scout figurano la promozione del pacifismo, la lotta alle ingiustizie e il sostegno ai più deboli e agli indifesi.


Il nostro raduno è iniziato a Parigi, dove abbiamo preso parte all’inaugurazione solenne, alla quale ha presenziato anche il presidente francese François Hollande, che nel proprio intervento ha sottolineato come lo scoutismo sia in primis dedizione, invitando gli scout a promuovere l’impegno di tutti i giovani che condividono i loro ideali. La prima parte del Roverway, dal 3 al 10 agosto, è stata dedicata alle route. Ogni gruppo ha scelto una route tra le circa cento che si snodano lungo la Francia. Ogni destinazione era legata a uno specifico tema: ecologia, solidarietà, pace e cultura (francese). Quest’ultima ha rappresentato il cardine del programma e del servizio durante la nostra route di 6 giorni assieme ad altri 50 scout di varie nazionalità.

Noi membri del clan VKB ci siamo accampati a Mours, a nord di Parigi, assieme agli scout laici sloveni e ad altri gruppi italiani, francesi, spagnoli e portoghesi. Durante i laboratori e le lezioni si è parlato soprattutto di ecologia con particolare attenzione alla carenza di verde nelle città. Abbiamo svolto il servizio nel centro d’accoglienza profughi di Parigi, dove ci siamo presi cura del giardino assieme ai richiedenti asilo. Durante la giornata ci dividevamo in gruppi di nazionalità mista, il che ha favorito la nascita di nuove amicizie e la conoscenza degli altri gruppi scout e delle loro abitudini. È stata poi la volta delle olimpiadi delle squadriglie, per provare specialità culinarie, imparare nuove canzoni e bans attorno ai fuochi da campo e per visitare Parigi.

La bandiera vivente composta durante una delle prime serate a Jambville (Roverway press foto)

È poi giunto il momento clou del raduno internazionale, la conclusione nella Jambville a nord di Parigi. Mercoledì 10 agosto i vertici internazionali del movimento hanno ricevuto i circa 4.600 rover e scolte nella tenuta del castello di Jambville. Qui ci siamo divisi in cinque accampamenti in cui si mescolavano varie nazionalità. Dopo il ricevimento di tutte le spedizioni, la serata è stata dedicata alla prima tematica del Roverway – la cittadinanza europea. L’intervento principale è toccato al Delegato della Segreteria Generale delle Nazioni Unite per la gioventù Ahmad Alhendawi, che ha letto un messaggio indirizzato ai rover e alle scolte dal Segretario Generale e anch’egli scout Ban Ki-Moon. Ban Ki-Moon ha esortato gli scout a rimanere fedeli al proprio giuramento con un vivo spirito di servizio per lasciare ai posteri un mondo migliore di quello ricevuto, perché nella società odierna l’umanità e la solidarietà non devono venire meno. »Ripongo la mia fiducia nei giovani, affinché domani guidino il mondo come innovatori, costruttori di pace e promotori del diritto. Siate cittadini del mondo, siate gli edificatori del futuro,« ha concluso Ban Ki-Moon. La serata si è conclusa con un forte gesto simbolico. Assieme ai 4.500 rover e scolte presenti abbiamo formato una bandiera europea vivente con l’ausilio di cartelli blu e stelle gialle.

Giovedì 11 e venerdì 12 agosto è stato il turno dei quattro laboratori tematici: Allarghiamo i nostri orizzonti, Sii il tuo supereroe, Prendo decisioni e Un mondo migliore. Abbiamo approfondito gli argomenti attraverso la simulazione, agendo sulle emozioni, partecipando a tavole rotonde, dibattiti, giochi e visionando documentari.

I vertici internazionali del raduno e la replica della Torre Eiffel (Roverway press foto)
La mattinata del sabato è stata dedicata al cosiddetto Spiritual time. Sullo stand principale abbiamo ragionato a piccoli gruppi sulle ideologie e sulla religione, sulla pace, sulla solidarietà e sul rapporto con la natura. Ogni raduno che si rispetti ha il proprio grande gioco. Questa volta il gioco si intitolava 5.000 culture ed era veramente grande, perché vi abbiamo preso parte contemporaneamente in 4.500 . Divisi in gruppi da 50 persone dovevamo fondare nuove civiltà con regole, monumenti e costumi propri. La serata conclusiva di sabato è stata particolarmente vivace: il palco ha ospitato lo spettacolo Once upon a time, dedicato alla figura dell’eroe. Davanti ad alcune migliaia di persone hanno preso la parola i presidenti delle organizzazioni scoutistiche WAGGGS e WOSM che hanno esortato scout e scolte ad essere gli eroi di sé stessi, i protagonisti della propria vita, nonché a porsi sempre nuovi obiettivi, sognare, coltivare i propri desideri e lavorare duramente per realizzarli.

Domenica 14 agosto ci siamo radunati per un’ultima volta ai piedi del palco e sotto le bandiere. Il saluto conclusivo è toccato a Martine Reicherts, Direttrice Generale della Commissione Europea per l’Educazione, la Cultura e lo Sport, che ci ha esortati a essere gli autori ed i creatori di un mondo nuovo. Il mondo ha bisogno di rinnovata ambizione, coraggio e idee, perciò gli scout devono realizzare il proprio mandato ed essere al servizio della società. Noi rover e scolte ci siamo accomiatati da amici, fratelli e sorelle rinnovando la promessa scout e ripromettendoci di lasciarci alle spalle un mondo migliore, oltre che di rivederci, prima o poi…

Ringraziamo la ZKB per il contributo che ha permesso a 9 giovani di prendere parte a questo evento di carattere internazionale.

Gabbiano energico (Lucija Tavčar)

Familiarizzare con nuove culture significa anche entrare in contatto con usi e costumi diversi dai propri.

Durante i raduni interculturali le differenze appaiono in tutta la loro evidenza anche tra gli scout. Nel nostro caso abbiamo scoperto che i gruppi scout hanno un rapporto diverso con i simboli del movimento, a partire dal rispetto che nutrono verso l’uniforme e il fazzolettone fino all’importanza che danno al fuoco da campo…

La nostra spedizione a Parigi (foto David Osolnik)

Gli organizzatori, che ci hanno inserito nel gruppo dei partecipanti provenienti dai paesi dell’Europa meridionale, si aspettavano che fossimo sempre in ritardo di almeno cinque minuti. Ovviamente non sono mancati i problemi di comunicazione: ad esclusione dei portoghesi, che ci hanno sorpreso in positivo per la buona conoscenza della lingua inglese, con tutti gli altri abbiamo comunicato perlopiù a gesti, perché non c’erano alternative. I francesi non conoscevano alcuna parola per indicare il pane, a parte baguette. Alla pari dei francesi, anche gli spagnoli tendevano a stare uniti. Gli italiani all’inizio erano sorpresi non conoscendo la minoranza slovena d’Italia, ma poi la descrizione della nostra realtà li ha affascinati. Ciò che mi rende fiera è però l’aver superato il pregiudizio più grande: abbiamo stretto amicizia con i taborniki (scout laici).Ci siamo resi conto che le differenze tra le due organizzazioni non sono poi molte e che non sono certo di ostacolo all’amicizia. A volte gli stereotipi avranno pure un fondo di verità, ma non dovrebbero mai essere di ostacolo a una proficua cooperazione e alla socializzazione.

Panda affidabile (Neža Petaros)